Per alcuni bambini è difficile stare in classe a causa dell’alta sensibilità sensoriale

Quando parliamo di Neurodiversità, ci riferiamo spesso ai Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA).

In realtà, la neurodiversità comprende un ampio spettro di caratteristiche che vanno dall’iperattività, alle difficoltà nella lettoscrittura, fino ad un modo diverso di socializzare e di interpretare il mondo .

Chi si occupa di DSA, deve sapere che dietro un bambino che legge male o scrive male, c’è un mondo “diverso”, tutto da scoprire e interpretare.

Il tema di cui parliamo oggi è l’alta sensibilità, che riguarda una buona percentuale di bambini con DSA, e la maggior parte dei bambini Asperger.

Alta sensibilità, non vuol dire solo essere sensibili e profondi, ma anche e sopratutto una più forte risposta agli stimoli sensoriali.

Quale difficoltà potrebbe avere un bambino DSA in classe?

Se consideriamo i 5 sensi (udito, olfatto, vista, tatto, gusto), possiamo iniziare a comprendere quali potrebbero essere le difficoltà che potrebbe avere un bambino in classe.

A livello uditivo, ogni minimo rumore viene processato dal cervello e niente passa in secondo piano, è un cervello che non si abitua agli stimoli uditivi di sottofondo, ma li subisce tutto il tempo, questi possono essere: il chiacchiericcio dei compagni di classe, i rumori di sedie, penne, fogli, non da meno la voce dell’insegnante.

Anche gli stimoli visivi possono essere invadenti, essere distratti dal troppo movimento, dai quadri appesi al muro, dall’osservare tutti i compagni intorno.

Gli odori possono essere fonte di sofferenza, e il bambino neurodiverso, sente gli odori in maniera più spiccata, fino ad infastidirlo profondamente.

Per un bambino normale tutto questo può essere abbastanza tollerato, per un bambino neurodiverso è fonte di profondo stress.

Gli stimoli diventano invadenti, e in poco tempo ci si ritrova sfiniti, con la voglia di scappare in un posto tranquillo e silenzioso per cercare un pò di ristoro dei sensi.

Questi bambini chiaramente hanno difficoltà a concentrarsi, a maggior ragione quando gli viene posta una domanda o ancor peggio un’interrogazione, quando ormai sono stanchi e stressati da tutto quello che sta intorno.

Anche emotivamente il bambino è molto sensibile e non riesce a gestire le emozioni, spesso questo porta a crisi di pianto, depressione, o comportamenti oppositivi e aggressivi.

Come fa un bambino a spiegare tutte queste difficoltà che prova?

Chi mai gli crederebbe?

è una sensazione che bisognerebbe provare sulla propria pelle per capire la stanchezza che giorno per giorno si trascina.

Infatti per questi bambini non c’è mai tregua, la scuola è fonde di prosciugamento di risorse.

Il bambino risulta scarico e privo di energie, e non ha il tempo nemmeno di ricaricarsi fino a sera, perché il giorno dopo si presenta una nuova giornata scolastica.

Il solo pensiero si un nuovo giorno è fonte di ansia e la vita diventa un tormento di sconforto.

Dr. Fera Benedetto
Esperto sulle Neurodiversità

Contattami per eventi formativi o consulenze personali.

Se avessi scoperto prima i DSA sarebbe andato tutto diversamente

Spesso mi chiedono come sarebbe andata se avessi scoperto prima i DSA …

“Benny, secondo te cosa sarebbe successo se avessi scoperto prima di essere DSA?”

Questa domanda mi viene fatta spesso.

l’ultima volta mi è stata rivolta il 30 Novembre 2018 dal Prof. Claudio Vio, neuropsicologo esperto di DSA.

La domanda fa nascere diretta una risposta “non so cosa sarebbe successo”.

Di una cosa sono certo, che a prescindere dalle mie difficoltà scolastiche, la scuola non mi piaceva come contesto.

Non mi piaceva l’odore!

Non mi piaceva stare stipato insieme a tanti altri bambini in classe.

Non mi piaceva stare seduto per ore

Non mi piaceva che dovevamo fare tutti la stessa cosa

Non mi piacevano i voti!

La competizione mi metteva ansia!

Non mi piaceva l’atteggiamento autoritario delle insegnanti

Non mi piacevano le punizioni

Non mi piacevano le note sul diario

Non mi piaceva che non si poteva parlare con i compagni

Mi fermo, altrimenti non so dove arrivo

Cosa sarebbe successo se avessi scoperto prima di essere dislessico?

Intanto tutto quello che ho elencato sopra non sarebbe cambiato!

Forse sarebbe cambiato l’atteggiamento delle insegnanti?

Mi ricordo che a volte alcune insegnanti cercavano di essere gentili e comprensive con me …

Ma a me la scuola non piaceva a prescindere, quindi il loro atteggiamento non cambiava il mio stato di disagio!

Pensavo: “inutile che fai la gentile, lasciami libero e forse meriti il mio rispetto”

Spesso gli insegnanti chiedono “rispetto”

Ma avete chiesto agli alunni se loro per primi si sentono rispettati?

Se lo avessero chiesto a me avrei risposto di no!!!

Per me la scuola era come un carcere!

In conclusione non posso sapere cosa sarebbe successo se avessero scoperto prima i miei DSA.

Mi baso sulla mia esperienza reale che molti di voi conoscono attraverso il libro “il bambino dimenticato”

Sento molti genitori lamentarsi.

Pur avendo una diagnosi di DSA ci sono tanti problemi:

Autostima a terra

PDP non rispettati

Oppositività

Rabbia repressa

Quindi la domanda andrebbe a voi adulti!

Pensiamo per un attimo oltre i DSA!

Chiedetevi

I bambini stanno bene a scuola?

Articolo scritto da Benny Fera, psicologo dislessico e autore

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3 motivi per cui tuo figlio non vuole studiare

“è chiaro!!”

É la prima risposta che mi viene in mente,

Probabilmente tu mamma hai dimenticato di quando andavi a scuola

Probabilmente nemmeno a te andava molto di studiare, ma adesso stai li a rompere le …… a tuo figlio. Continua a leggere “3 motivi per cui tuo figlio non vuole studiare”

Mal di scuola

La sofferenza mentale reiterata porta al dolore anche nel corpo

Stanotte ho fatto un incubo.

Un incubo ricorrente.

Quello di tornare a scuola tra i banchi carico di ansia. Continua a leggere “Mal di scuola”

Come la scuola può trasformare la vita di un bambino DSA

La scuola può diventare un incubo senza via di uscita.

“PERCHÉ MI HAI FATTO NASCERE!?”

“VOGLIO MORIRE!!”

Ero disperato,

Odiavo la scuola.

La mattina prima di andare a scuola e la sera dopo aver passato molte ore sui libri con la rabbia in faccia esprimevo tutta la mia disperazione ai miei genitori.

Quando sei un bambino nessuno ti ascolta, a scuola devi andarci, e non c’è stato verso di mettere fine a questa sofferenza.

Ogni secondo passato in classe era come un carcere per me.

L’odore di chiuso e il suono stridulo delle spiegazioni interminabili degli insegnanti hanno lentamente assopito la mia gioia di bambino.

Non avevo più spazio, dopo 6 ore di scuola l’unico momento libero era il pranzo, subito dopo bisognava iniziare a fare i compiti e il mio cuore si straziava.

Mal volentieri passavo ore sui libri e al doposcuola senza capirci niente, immaginando la mia libertà.

Il desiderio di correre per i campi, di sentire l’odore dell’erba fresca, di osservare il comportamento degli animali, era questo ciò che amavo.

Non era prevista la libertà.

“Un ciuccio deve stare più ore sui libri per diventare bravo”

Preferivo morire piuttosto che fare quella vita

Urlavo a mia madre “perché mi hai fatto nascere, voglio morire” con gli occhi colmi di lacrime e rabbia.

La stessa rabbia che ho riversato contro me stesso dicendomi che ero un fallimento senza speranza.

Oggi sono adulto e per nulla al mondo rinuncerei alla mia libertà.

Incontro genitori, insegnanti e bambini per raccontare la mia testimonianza e far capire loro quanto male si può fare a un bambino.

Per organizzare un evento con Benny compila il modulo qui sotto

Benny Fera
Psicologo dislessico e Autore

Il bambino dimenticato
Come viviere da dislessico
La scuola dei miei sogni
Dislessia: quale scuola?
Ti ho lasciato un bacio in stazione
Benny fuori classe

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