Dislessia iceberg

Il paradosso del dislessico è la scuola, dove è costretto a mettere a nudo le sue incapacità a discapito delle sue capacità.

La dislessia è come un iceberg, quello che si vede è solo la minima parte.

Si vedono sopratutto le difficoltà scolastiche.

Non si vedono le qualità più spiccate rispetto alla media:

Capacità di sintesi

Capacità di problem solving

Capacità creativa

Capacità associativa

Nel dislessico, queste qualità non si esprimono attraverso la lettura, scrittura e calcolo.

Si esprimono attraverso le immagini durante i processi cognitivi.

Questa qualità rende i processi cognitivi molto più veloci.

Nella testa del dislessico si lavora con le immagini.

Nella testa del dislessico si crea con le immagini.

Non mi sorprende che molti insegnanti e molti alunni non sappiano cos’è la dislessia.

Loro possono vedere solo quello che non funziona: “dislessia = difficoltà di lettura”.

Il paradosso del dislessico è la scuola, dove è costretto a mettere a nudo le sue incapacità a discapito delle sue capacità.

Benny Fera psicologo dislessico e autore

VIDEO CORSO DSA

I miei libri:

Il bambino dimenticato (autobiografico)

Benny fuori classe

Come vivere da dislessico

Dislessia: quale scuola?

La scuola libertaria

Ti sei mai chiesto quel’è la scuola ideale? Un esempio è la scuola libertaria.

Il mio percorso di conoscenza su una scuola diversa continua.

Sono interessato ad approfondire le “alternative” alla scuola statale.

La mia curiosità, mi ha portato alla conoscenza dell’educazione libertaria.

Si tratta di un tipo di educazione che io definirei “bambino-centrica“.

Si parte dagli interessi dei ragazzi, chiedendo loro effettivamente cosa desiderano imparare.

Ovviamente ci sono a disposizione tutti i corsi possibili:

  • storia
  • geografia
  • matematica
  • italiano
  • artigianato
  • recitazione
  • musica…..

Insomma ce n’è per tutti i generi.

per approfondire puoi leggere i ragazzi felici di summerhill

“Liberi di imparare” di F. Codello

guarda questo breve video summerhill

A questo punto sarà il bambino a scegliere a quali corsi partecipare, in base alle sue volontà.

Non esistono le valutazioni!

Questa scelta spaventa un po’ i genitori ed ha spaventato un po’ anche me.

Però ho fatto una riflessione

… io ho frequentato le scuole per anni e anni, posso effettivamente quantificare il mio apprendimento scolastico pari all’1% di tutto quello che mi è stato proposto.

Inoltre i miei voti sono stati sempre pessimi, e mi hanno portato a pensare di essere pessimo.

Sono cresciuto timido e introverso, con la continua paura di sbagliare ed essere “valutato”.

Posso solo immaginare cosa sarei riuscito ad essere se solo fossi stato “libero” di scegliere.

La convinzione degli adulti è che i bambini non siano in grado di compiere delle scelte.

Tutt’altro, i bambini sanno perfettamente cosa vogliono, ma vengono inibiti a scuola, dove esprimere le proprie idee è considerato un errore, fuori dagli schemi.

Ho intenzione di andare avanti, voglio continuare a studiare per capirci di più e alla fine tirare le somme su quale, secondo me, è il miglior modo di educare e quindi di apprendere.

“L’educazione, è molto più del semplice apprendimento, è una scelta di vita.”

“La libertà crea la felicità, la repressione crea violenza.”

A presto

Benny

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