Come riconoscere la Dislessia – Test Dislessia Online

compila il test dislessia online per capire se sei dislessico

Benvenuta. Se sei qui, probabilmente hai un dubbio che ti toglie il sonno. Sono Benedetto Fera, psicologo e dislessico. Ho preparato questo test rapido per aiutarti a fare chiarezza, ma ricorda: una diagnosi non è una condanna, è l’inizio di una nuova comprensione. Se vuoi andare oltre il test, nel mio manuale ‘Il potenziale DSA’ ti spiego esattamente cosa fare da domani

In questo articolo troverai un Test  per capire se sei Dislessico.

Se rispondi SI ad almeno 5 domande ci potrebbe essere un sospetto di Dislessia.

Prendi carta e penna, rispondi alle domande e continua a leggere per avere 3 aiuti preziosi sulla Dislessia.

  1. Hai difficoltà a distinguere la destra dalla sinistra?
  2. Ti confonde la lettura di una mappa o orientarti in un posto nuovo?
  3. Detesti leggere a voce alta?
  4. Ci metti più tempo del dovuto a leggere una pagina di un libro?
  5. Trovi difficile ricordare il significato di ciò che hai letto?

Non spaventarti se ti ritrovi in molti di questi punti. La dislessia è solo un modo diverso di elaborare le informazioni. Ho scritto una guida pratica per genitori proprio per spiegarti come gestire questa fase senza stress. 👉 [Dai un’occhiata a ‘Il potenziale DSA’ su Amazon]

  1. Detesti leggere libri lunghi?
  2. La tua ortografia è scadente?
  3. La tua calligrafia è difficile da leggere?
  4. Ti confondi se devi parlare in pubblico?
  5. Hai difficoltà a prendere un messaggio telefonico e trasmetterlo correttamente?
  6. Quando pronunci una parola lunga, ti capita di avere difficoltà a mettere le sillabe nell’ordine corretto?
  7. Hai difficoltà a sommare mentalmente senza usare le dita o un pezzo di carta?
  8. Quando usi il telefono, ti capita di confondere le cifre mentre digiti il numero?
  9. Hai difficoltà a ripetere i mesi dell’anno uno dopo l’altro in maniera scorrevole?
  10. Hai difficoltà a ripetere i mesi dell’anno a ritroso?
  11. Confondi date e orari e dimentichi appuntamenti?
  12. Quando scrivi degli assegni o compili un modulo ti capita spesso di fare degli errori?
  13. Trovi che i moduli da compilare siano difficili e confondono?
  14. Confondi numeri tipo 95 e 59?
  15. Hai avuto difficoltà ad imparare le tabelline a scuola?

Il test è positivo? Ecco il tuo Piano d’Azione.

La diagnosi è solo un’etichetta. Quello che serve a tuo figlio è una strategia. In questo libro ho racchiuso tutto quello che ho scoperto sulla Dislessia per aiutarti a:

  1. Scegliere gli strumenti compensativi giusti.
  2. Parlare con gli insegnanti in modo efficace.
  3. Supportare l’autostima di tuo figlio (la cosa più importante).

“Oltre 100 mamme hanno già usato questo manuale per aiutare i loro figli. ⭐⭐⭐⭐⭐”

Per i dislessici anche leggere le note diventa un problema

Nei DSA la lettura dello spartito può essere difficile, ma mostrano spiccate abilità compensative.

Vi chiederete: “ma la dislessia vale anche nella lettura della musica?”

la risposta è si!

Ho sentito non molto tempo fa l’intervista del cantante Mika, che ha confermato il mio dubbio. 

Da musicista mi sono chiesto perché fossi cosi lento a leggere le note.

È veramente faticoso leggere la musica per i dislessici. 

Per carità, con sforzo e allenamento costante si può migliorare, ma secondo me non ne vale la pena.

La lettura della musica sullo spartito non è molto diversa dalla lettura delle lettere. 

Le lettere sono simboli che corrispondono a un suono, esattamente come una nota scritta su uno spartito. 

Quindi c’è sempre lo stesso problema di codifica.

Quando facevo il musicista, non sapevo della connessione tra dislessia e musica, purtroppo l’ho scoperto solo dopo aver smesso di suonare.

Facevo molta fatica a leggere lo spartito, quindi il più delle volte imparavo i temi delle pezzi ad orecchio.

Ho scelto la musica Jazz perché amo improvvisare.

Per improvvisare correttamente ho studiato tantissimo scale, arpeggi, pentatoniche, insomma un bel pò di roba. 

Per fortuna la passione verso la musica mi ha agevolato il compito, passavo praticamente le giornate ad esercitarmi.

La mia carriera da musicista, non andò male, ricevetti un premio dalla scuola di musica, come allievo più studioso dell’anno. 

Fù un’emozione grandissima, abituato ad essere l’ultimo della classe a scuola, finalmente potevo essere il primo nella musica.

Questo dimostra che tutte le difficoltà si possono superare con la passione, purtroppo questo fattore manca nel sistema scolastico, dove tutto si basa sulla prestazione.

L’avventura della musica finì per motivi di studio, mi dovevo laureare in psicologia, e quindi dovevo andar via dalla mia città.

La difficoltà nel leggere le note aveva influito sul mio modo di studiare la musica.

Avevo imparato una strategia per memorizzare degli schemi sul manico della chitarra.

Questo mi ha portato a sbilanciare la mia parte creativa a favore della tecnica.

Oltre la tecnica, il miglior esercizio è quello di esercitare l’orecchio e le sensazioni.

Suonare attraverso di esse diventa il punto forte nei DSA.

è necessario collegare il nostro lato creativo alla musica, come in tutto quello che facciamo nella vita.

è questo il punto forte dei DSA: “la creatività”

Vi lascio con una lista di musicisti dislessici famosi tra quelli riconosciuti, ma sicuramente ce ne sono molti altri:

    • Mozart,
    • Beethoven, 
    • Tchaikovsk, 
    • Caruso; 
    • John Lennon; 
    • Cher; 
    • Robbie Williams; 
    • Mika; 
    • Britney Spears.

Se vuoi approfondire alcune tue difficoltà, contattami su whatsapp al numero 34800196oo per fissare una consulenza.

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Grazie per la risposta. ✨

Dr. Fera Benedetto
Psicologo esperto DSA; autore e formatore.

DSA: Cosa succede quando si concentra tutta l’attenzione sulla prestazione?

il mantra che ha intossicato la mia vita

Molti di voi penseranno: “se studi, ottieni buoni voti”.

Non è cosi nei Disturbi di apprendimento, una caratteristica che ti mette ostacoli e paletti verso l’apprendimento di nozioni astratte.

La mente del dislessico ragiona ad immagini, e tutto ciò che non si può immaginare diventa un ostacolo per la mente.

Un altro stereotipo potrebbe essere: “se ce la faccio io, ce la fai anche tu“.

Concetto più che mai errato, perché ognuno è diverso, ed ognuno apprende a modo suo.

Spesso per chi è dislessico la scuola sembra un mondo alieno.

Ad un occhio poco esperto potrebbe sembrare che i DSA sono:

  • svogliati:
  • distratti;
  • pigri;
  • sognatori
  • vivaci

La parola “studia” è stata l’ossessione della mia vita.

Rabbia e frustrazione hanno condito le mie giornate

Ero rassegnato all’idea di essere un testone.

Passavo tutto il pomeriggio a ripetizioni.

Cosi almeno i miei genitori erano più tranquilli

In casa mia era difficile essere sereni, perché il mio problema causava una reazione a catena su tutta la famiglia, familiari ed amici di famiglia.

Spesso ero al centro dell’attenzione togliendo spazio ai miei fratelli.

Contro la mia volontà si creava una circolo vizioso in tutta la famiglia

Anche i miei parenti lontani sapevano della mia situazione e non perdevano tempo per redarguirmi anche loro: “studia Benedetto, non fare arrabbiare mamma e papà”.

STOP ALLE REAZIONI A CATENA

Immaginate voi il peso che deve portare addosso un bambino per tanti anni.

Non sapete quanto ho desiderato da bambino vedere i miei genitori felici ed orgogliosi di me.

Diventa di vitale importanza per un figlio ricevere l’approvazione dei genitore, questo è ovvio, ma spesso questo obiettivo si perde di vista per fare spazio ad altri di molto meno valore.

Si bada troppo alle apparenze, “mio figlio deve essere un bravo studente, altrimenti che immagine darà la nostra famiglia!”

Questo malessere quotidiano mi ha portato inesorabilmente a vivere un’adolescenza infelice, piena di difficoltà.

Con l’andar del tempo sono diventato oppositivo e fuori dagli schemi.

Nessuno delle persone che mi stava intorno aveva una spiegazione plausibile alle mie difficoltà, perché della dislessia non se ne sentiva parlare, quindi ho dovuto subire.

Ma oggi colgo l’occasione per mandare un messaggio ai genitori:

“fino a quando non ACCETTATE la diversità di vostro figlio, gli farete solo del male. Inutile insistere con le maniere classiche di studio, bisogna cambiare strategie ed avere pazienza, perché i risultati arriveranno.

Ricordate che un figlio, ha come primo alleato i genitori, ha bisogno della vostra fiducia”

Ho raccolto tutta la mia testimonianza nel libro: IL BAMBINO DIMENTICATO

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Benny Fera
Psicologo dislessico e Autore

Il bambino dimenticato
Come viviere da dislessico
La scuola dei miei sogni
Dislessia: quale scuola?
Ti ho lasciato un bacio in stazione
Benny fuori classe

Destra o sinistra? dilemma dislessico

Un dilemma rimasto irrisolto per almeno 15 anni.

Sapevo esattamente la direzione che dovevo prendere, ma se avessi dovuto nominare “destra o sinistra”, iniziava il panico.

Se qualcuno mi avesse chiesto: “dove devo andare?”

Evitavo di nominare la direzione e usavo la segnaletica “a mano”.

Con Papà in auto: “da dove devo andare?”

Io (con fare serio): “di la!”

Papà: “non sai dire destra o sinistra?”

Me ne vergognavo, dovevo assolutamente porre rimedio, perché queste situazioni si facevano sempre più imbarazzanti.

In questo “gioco della destra e la sinistra” mio padre è stato un pò mio complice.

Dovete sapere che la dislessia ha anche una percentuale di fattore genetico, quindi in qualche modo anche mio padre doveva essere stato “bello incasinato” quando era piccolo.

Mi consigliò una strategia:

“Benedetto! È semplice! La destra è la mano con cui mangi!”

Pensai: “Ma si, ha ragione! Come ho fatto a non pensarci prima?”

In realtà non ci pensai prima perché non me ne fregava assolutamente niente delle etichette.

Da allora ho dovuto fare un allenamento.

Quando dovevo nominare la direzione a qualcuno, facevo tutto un ragionamento a mente:

Pensavo: “Allora, “di la” è in direzione della mano con cui mangio, la mano con cui mangio è la destra, quindi è destra”

oppure:

“allora, questa è più difficile, se “di la” è la direzione opposta rispetto alla mano con cui mangio, e la mano con cui mangio è la destra, allora sarà sinistra!”

Per la destra era più facile, invece per la sinistra dovevo rifare un controllino rifacendo il calcolo per essere sicuro.

All’inizio ero lento in questo gioco, poi con il passare del tempo sono diventato sempre più veloce, ho acquisito bene la scorciatoia mentale che arriva alla soluzione.

Mentre prima facevo riferimento sempre alla mano destra per trovare la direzione, oggi ho fatto pace con la mano sinistra ed ho stipulato un patto con lei:

“ti dichiaro MANO SINISTRA!, quella che non serve a un cazzo! Però da oggi mi dirai la direzione!”

Ecco perché oggi a scuola tra i metodi compensativi per la dislessia è previsto “più tempo a disposizione per le prove scritte”. Perché immaginate voi quanto tempo si perde ad utilizzare le strategie mentali alternative!

Benny Fera
Psicologo dislessico e Autore

Clicca qui per il Servizio di formazione e sensibilizzazione DSA nelle scuola e associazioni di tutta Italia

Libri:
Il bambino dimenticato
Come viviere da dislessico
La scuola dei miei sogni
Dislessia: quale scuola?
Ti ho lasciato un bacio in stazione
Benny fuori classe

Vai a fare i compiti! quante volte lo hai detto?

I compiti per casa possono diventare il motivo di litigi in famiglia

Compiti a casa: una lotta per la sopravvivenza
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