DSA: accettami cosi come sono.

L’accettazione è alla base di una mente serena

Sono Benny, ho 38 anni e sono dislessico. L’ho scoperto a 30 anni. L’accettazione è stato il tema centrale della mia vita. Ho sempre avuto una mentalità profondamente differente da quella comune. Questo modo di pensare mi ha portato moltissime difficoltà nella vita perché le persone che mi stavano intorno mi definivano fuori dagli schemi. Spesso è la paura a prendere il sopravvento quando i familiari vedono davanti a se qualcosa di diverso dal solito. La tendenza del genitore è quella di tentare di modificare il modo di pensare del figlio. Questo purtroppo non sempre funziona. Un diverso modo di vedere il lavoro, la religione, il sistema finanziario. Per loro sembra una lotta contro i mulini a vento, per me è sempre stata una ragione di vita. Mi sentivo a disagio, non trovavo nessuna assonanza con la società. Ho scelto di vivere la vita a modo mio mettendomi contro buona parte delle persone che mi sono vicine. Ma da dove viene l’accettazione? Nell’immaginario comune vai bene se sei un bravo studente, rispetti le regole, e diventi una brava persona e un bravo lavoratore. Ma non è questo il mio obiettivo. Ci sono state molte divergenze in famiglia per questo mio modo di pensare, ma non potevo andare contro la mia natura. Le difficoltà scolastiche sono state sicuramente un trampolino verso un pensiero critico. Se ciò che ti sta intorno non ti piace e ti riesce difficile, ogni cellula del tuo corpo vuole allontanarsi da quel contesto. Purtroppo non sempre puoi scegliere, sopratutto quando sei uno studente e a scuola ci devi andare! Un pò alla volta ti ritrovi tutti contro, insegnanti, familiari e spesso anche compagni di classe. Ti senti escluso. Il loro fortissimo desiderio di trasformarmi nell’ometto perfetto ha reso me ancora più insicuro e solo. Invito tutti i genitori e gli insegnanti ad avere un occhio attento verso questa sofferenza dei giovani, spesso non ce ne rendiamo conto e cerchiamo di cambiare loro con l’imposizione. Ma non serve, perché i giovani ed ogni essere umano non è fatto per piegarsi, ma per vivere la vita secondo le sue personali scelte e i propri valori Una persona che non si sente accettata in primis dai genitori avrà la tendenza ad essere arrabbiato con la vita e arrabbiato con se stesso. Fate un passo indietro e rendetevi conto che non possiamo essere tutti uguali. Vuoi conoscere tutta la storia di Benny? acquista su Amazon Il bambino dimenticato clicco qui Benny Fera Psicologo dislessico e Autore Servizio di formazione e sensibilizzazione DSA Il bambino dimenticato Come viviere da dislessico La scuola dei miei sogni Dislessia: quale scuola? Ti ho lasciato un bacio in stazione Benny fuori classe

Il voto a scuola, inibisce lo sviluppo emotivo del bambino

A livello psicologico il bambino subisce delle interferenze che a lungo andare creano danni.

Molto discusso il tema del voto a scuola. Sono sempre stato scettico riguardo al voto in quanto oltre a dividere i bambini da bravi e ciucci, può diventare un limite. Un bambino, in tutta la fase di sviluppo, sbaglia in continuazione. Nella vita di tutti i giorni i bambini imparano attraverso prove ed errori, quando poi arrivano alla soluzione la selezionano per ripeterla la prossima volta. Nella vita di tutti i giorni ai bambini non viene assegnato un voto in base a se fa bene o male, resta semplicemente una elaborazione interiore che porta al piacere della soluzione o al dispiacere dell’errore. Cosa succede invece quando il naturale “sbagliare” dei bambini viene associato ad un voto, per di più assegnato da una persona estranea? Il rinforzo negativo, associato al voto, renderà il bambino più restio a mettersi in gioco. La prossima volta tenderà a nascondersi o a “non fare” per non sbagliare. A nessuno piace essere giudicati, tanto meno ai bambini che per natura sbagliano. La questione diventa ancora più ostica quando si parla di Disturbi Specifici di Apprendimento. Nel caso di questi bambini, l’errore diventa molto più ricorrente, questo si ripercuote sul rendimento, e a lungo andare si trasforma in inibizione o opposizione verso la figura adulta e il gruppo classe. Spesso il vissuto scolastico sconfina anche nella vita sociale. A scuola il bambino tutti i giorni si batte con le sue difficoltà, ricevendo in cambio dei giudizi o voti scadenti, si abitua ad avere una atteggiamento remissivo, che porterà anche fuori dalla scuola sfogando la sua frustrazione in diverse forme di disagio:
  • depressione
  • rabbia
  • ansia
  • inibizione
  • timidezza
  • attacchi di panico
Per molti la scuola può essere un contesto di scambio e di crescita, per alcuni altri diventa una prigione che ti spegne lentamente. Benny Fera Psicologo dislessico e Autore Servizio di formazione e sensibilizzazione DSA Libri da leggere: Il bambino dimenticato Come viviere da dislessico La scuola dei miei sogni Dislessia: quale scuola? Ti ho lasciato un bacio in stazione Benny fuori classe

Il bambino e le regole

Quali sono le regole di base che ogni bambino dovrebbe avere?

Dal sondaggio svolto sulla pagina facebook IO E LA DISLESSIA si nota una certa difficoltà nell’affrontare il tema delle regole minime che ogni bambino dovrebbe avere. Continua a leggere “Il bambino e le regole”

Per aiutare i bambini in classe non basta la teoria, ci vuole il cuore.

Un buon metodo scolastico senza empatia serve a ben poco.

É sorprendente come spesso con molta facilità ci si perda in sterili approfondimenti sul metodo.

Non di rado ho sentito parlare di metodo ideale di apprendimento.

La maggior parte degli studi che si occupano di apprendimento scolastico, si concentrano sul materiale di studio:

  • metodi visivi;
  • testi con aggiunte di immagini;
  • sintesi vocale;
  • calcolatrice;
  • mappe concettuali…

In tutto questo manca il punto di vista del bambino.

Manca l’emotività del bambino.

Si da per scontato che un metodo può andar bene per tutti, e non di meno, si da per scontato che i bambini debbano stare stipati in più di 20 nella stessa classe a memorizzare a macchinetta tutti le stesse cose, non tenendo affatto conto della variabilità inter-individuale.

Molte brillanti menti vengono sprecate

Ci nascondiamo dietro la classica frase “è intelligente ma non si applica”

Mi viene il dubbio che siamo noi adulti a non applicarci davvero.

Senza badare alle singole individualità, misuriamo tutti con lo stesso metro e giudichiamo attraverso i voti.

Svogliati e testoni sono quegli adulti che insistono nel pretendere che un metodo vada bene per tutti, non tenendo conto delle qualità di ogni bambino.

Mi rincresce allertarvi del fatto che ogni bambino sin dalla nascita ha delle potenzialità infinite che con la crescita lentamente si affinano in base al contesto e alle persone che gli stanno intorno.

Il contesto scuola non affina nessuna qualità, piuttosto tende a standardizzare assopendo la creatività e il potenziale intrinseco di ogni bambino.

Parlo in difesa dei bambini che ogni giorno sono costretti ad ingurgitare nozioni inutili, memorizzando a pappagallo ciò che presto verrà dimenticato.

Parlo in difesa dei bambini che cercano in tutti i modi di ribellarsi ma non vengono ascoltati.

Parlo in difesa dei bambini che si sentono spaesati e fuori luogo perché ogni giorno si trovano a combattere spaventati contro un mondo che non gli appartiene, la scuola.

Non è facile lavorare con i bambini perché in ogni istante ti mettono di fronte a grandi dilemmi, a grandi pericoli e spesso anche di fronte alle nostre paure.

Il nostro dovere di adulti dovrebbe essere quello di mettere da parte le nostre paure e lasciare che i bambini aprano la loro mente e non smettano mai di esplorare con le loro mani e con i loro occhi, solo cosi avremo dei cervelli evoluti capaci di pensare.

Benny Fera Psicologo dislessico e Autore de Il bambino dimenticato

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Altri libri di Benny:
Come vivere da dislessico
La scuola dei miei sogni
Dislessia: quale scuola?
Ti ho lasciato un bacio in stazione
Benny fuori classe

DSA: quali sono le conseguenze di sentirsi diverso?

Per un dislessico la vita in classe non è facile, il confronto con gli altri ti porta a sentirti diverso.

Probabilmente il mondo ha in serbo qualcosa per alcuni di noi.

La vita vuole dirci qualcosa, ma non riesce ad esprimersi a parole, vuole farcelo capire con i fatti.

Perché per alcuni bambini il percorso scolastico risulta essere cosi complicato?

Perché alcuni bambini sviluppano un vero senso di repulsione verso la scuola? Continua a leggere “DSA: quali sono le conseguenze di sentirsi diverso?”

Dislessia e Scuola

Puntata di “parliamone insieme” dedicata alla dislessia e alla scuola.

Dislessia e scuola è il titolo della puntata di RTN TV andata in onda nel mese di Aprile 2017

Conduce la puntata Ilaria La Mura – psicologa

Ospite della puntata Benny Fera – psicologo dislessico e autore

BUONA VISIONE

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Ci sono dei collegamenti tra dislessia e PNL

La dislessia non è altro che una mente visiva

Da un po’ di tempo ormai mi sono approcciato allo studio della PNL (Programmazione Neuro Linguistica).

Sono arrivato alla PNL dopo gli approfondimenti che ho fatto sulla dislessia, in particolare dai libri:

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THE FORGOTTEN BOY

THE ENGLISH VERSION OF ITALIAN BEST SELLER BOOK

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Benny Fuori Classe

Dopo il successo de “il bambino dimenticato” vi presento il secondo libro di Benny Fera dal titolo:

Benny Fuori Classe

Il libro affronta in maniera leggera e simpatica il disagio provato da un bambino vivace, con la testa tra le nuvole.

Attraverso le sue avventure in classe Benny riesce a trovare il lato comico della scuola.

Divertente per i più piccoli e fonte di riflessione per genitori ed insegnanti.

Benny è un bambino divertente e creativo, ed ogni giorno in classe ne inventa una delle sue per scacciare la noia.

100 pagine di risate assicurate 😀

Leggi le prime 10 pagine clicca qui

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Il Bambino Dimenticato – recensioni a 5 stelle

Cosa dicono i lettori del Bambino Dimenticato

Recensioni Il bambino dimenticato di Benny Fera

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