LETTERA AGLI INSEGNANTI

La lettera di Andrea rivolta agli insegnanti che ha cambiato il modo di vedere la punizione.

Caro Benny,
Ti inoltro una letterina che ho scritto l’altro ieri in treno per un mio amico.
C. fa il professore e quest’anno è in una scuola professionale con ragazzi decisamente disaffezionati alla scuola; lui naturalmente cerca di praticare un rapporto non repressivo con loro e su questo si scontra quotidianamente con gli altri colleghi.
Giovedì aveva appunto una riunione con i docenti sul tema della disciplina e così ha pensato di chiedermi di scrivere un resoconto di un episodio accadutomi con i bambini della scuola mia che gli avevo appena raccontato per telefono, per leggerlo durante la riunione.

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La storia di Miller ci insegna che basta poco per cambiare tutto il corso della vita

Miller è un bambino molto curioso.

Passa la maggior parte del tempo nel suo grande giardino osservando piante ed animali. Continua a leggere “La storia di Miller ci insegna che basta poco per cambiare tutto il corso della vita”

L’aumento delle diagnosi DSA riuscirà a migliorare la vita scolastica dei bambini?

É spaventoso come negli ultimi tempi siano aumentate le diagnosi di DSA, scopriamo quali sono le reali cause.

Sento spesso dire che le diagnosi di DSA tra i banchi di scuola aumentano sempre di più.

Sono molti anche gli adulti che hanno scoperto di essere dislessici attraverso il test dislessia adulti.

Questa “pandemia” può risultare spaventosa e anche molto strana se continuiamo a pensare la dislessia come un disturbo. Continua a leggere “L’aumento delle diagnosi DSA riuscirà a migliorare la vita scolastica dei bambini?”

3 MODI DI VIVERE

Introspettivo – estroverso – equilibrato – 3 modi di vivere la vita

Ci sono 3 modalità preferenziali di vivere la vita…. Continua a leggere “3 MODI DI VIVERE”

LA SENSIBILITÀ DI UN DISLESSICO

Alcune persone possiedono una sensibilità che non ti lascia scampo

Stamattina mi sono svegliato con un senso di sgomento

Un senso di pianto.

Sento che c’è qualcosa che non va

Era da un po’ che non provavo la sensazione di svegliarmi senza la voglia di tirarmi su dal letto, è il chiaro segno che vuoi rimanere nascosto da qualcosa che ti spaventa. Continua a leggere “LA SENSIBILITÀ DI UN DISLESSICO”

Siamo tutti un po’ dislessici

Hai scoperto di essere dislessico? non mi sorprende!

“Siamo tutti un po’ dislessici”

Questa fu la frase con cui esordì un mio vecchio amico durante una presentazione sulla dislessia. Continua a leggere “Siamo tutti un po’ dislessici”

DSA: il lato umano della solitudine

La spiccata sensibilità del dislessico richiede spesso momenti di pace interiore.

Il tema della solitudine è spesso legato alla Dislessia.

Molto dipende dagli insuccessi scolastici che portano il bambino a sentirsi inferiore agli altri.

C’è la tendenza ad evitare il confronto per la paura del giudizio

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Non ho mai imparato le tabelline, solo dopo ho capito di avere un DSA

Se continuiamo a valutare tutti con lo stesso metro avremo sempre una divisione tra bravi e ciucci.

Non posso dimenticare l’umiliazione che ho provato ogni volta che in classe si faceva la gara delle tabelline.

Ognuno di noi veniva interrogato a turno.

Non ero mai abbastanza veloce.

Tendevo a nascondermi sperando di passare inosservato.

Per i più bravi era una passeggiata.

vedevo che si divertivano molto, ed erano letteralmente gasati all’idea di rispondere per primi.

Da un lato ero felice per loro, mi faceva piacere vedere tanto entusiasmo e talento.

Per me invece era un incubo.

Avevo davvero paura di fare la figura dell’asino per l’ennesima volta.

Quando arrivava il mio turno un picco di ansia mi prendeva, ero completamente bloccato, dalla mia bocca non usciva nemmeno un suono.

Dai e facile!” dicevano i miei compagni, ma io con una faccia tra l’imbarazzo e il terrore, volevo sprofondare nel nulla.

L’umiliazione era doppia, dover sopportare lo sguardo rassegnato del primo della classe, e l’indifferenza dell’insegnante.

Quando l’insegnante passava avanti, mi arrabbiamo con me stesso.

Per quanto mi sforzassi non riuscivo ad essere al passo con gli altri.

Solo a 30 anni ho capito di avere il Disturbo di Specifico di Apprendimento

Per me imparare qualcosa a memoria è tutt’ora ostico.

Ma perché gareggiare?

Perché competere per forza?

Anche se per alcuni è fonte di divertimento, bisogna comunque tenere a mente che ci sono studenti con caratteristiche differenti, che in quel momento non si divertono affatto.

Non è detto che se fallisco nella gara delle tabelline resto un fallimento in tutto.

Eppure è questo il messaggio che spesso lo studente si autoinfligge.

Ognuno di noi ha le sue potenzialità.

Come si può pensare di valutare tutti con lo stesso metro?

Come si dovrebbe sentire una persona lenta nella corsa, ad una gara dei 100 metri?

Di certo non vorrebbe competere.

Può scegliere se correre o meno…

Invece a scuola devi correre!

che tu lo voglia o no!

Vuoi conoscere tutta la mia storia? leggi Il bambino dimenticato clicca qui

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Benny Fera
psicologo dislessico e autore

I miei libri:

Il bambino dimenticato 

Benny fuori classe

Come vivere da dislessico

Dislessia: quale scuola?

Ti ho lasciato un bacio in stazione

Un dislessico Premio Nobel per la chimica

La dislessia non è un limite, se si conosce è solo un vantaggio.

É di questi giorni la notizia della consegna del premio Nobel per la chimica 2017 al dott. Jacques Dubochet.

Qual’è la sorpresa?

Cosa di questa notizia ci risulta sconvolgente?

Ormai sappiamo che il Disturbo di Apprendimento è un problema solo per nel contesto scolastico.

Per quanto una persona possa trovare degli intoppi e delle difficoltà nel suo percorso di studi nulla gli vieta di andare oltre.

La dislessia non è una disabilità, si tratta di un cervello che funziona ad immagini.

Nel cervello del DSA non ci sono lettere numeri e suoni, ci sono IMMAGINI.

Questa preferenza per le immagini fa passare in secondo piano il codice alfanumerico.

Come ha fatto il Dott. Dubochet a raggiungere questo bellissimo traguardo?

Semplicemente con la passione e la volontà.

La passione ci porta a superare tutti i limiti.

Che tu voglia costruire il teletrasporto o che voglia inventare un nuovo modo di pulire i pavimenti, nessuno ti impedirà di farlo se è quello che veramente vuoi.

Il grande bom del disturbo di apprendimento è nato per la necessità della scuola di avere degli strumenti per poter ovviare al limitato numero di risorse che l’istruzione pubblica offre.

Nel percorso degli studi dopo le scuole superiori si può scegliere finalmente di lavorare con le proprie passioni, ed ecco che nessun ostacolo potrà più fermarci, perché la fame di sapere sarà talmente forte che supererà la dislessia.

Se vi fa piacere, prendete come esempio Jacques Dubochet che va a distruggere tutto il triste teatrino di etichette, diagnosi, potenziamento, metodi compensativi e dispensativi che nella scuola si è messo in atto.

Benny Fera
psicologo dislessico e autore

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I miei libri:

Il bambino dimenticato (autobiografico)

Benny fuori classe

Come vivere da dislessico

Dislessia: quale scuola?