Tristezza

Se sei triste e cammini a lungo,ti accorgerai che i tuoi passi ti porteranno sempre in luoghi conosciuti.

L’unico viaggio che vale la pena di percorrere è dentro la tua anima

Lì non smetterai mai di nutrirti.

Benny 

Homeschooling: quanto costa?

In molti non sanno che la scuola pubblica non è l’unica soluzione nell’educazione dei figli.

Infatti per legge attraverso l’istruzione parentale, per legge, il genitore può assumersi personalmente il piacere di educare i propri figli.

Grazie alla signora Marta ho avuto la possibilità di conoscere in maniera più approfondita come funziona una giornata tipo di homeschooling.

Leggi l’articolo Marta e la sua scuola

Adesso Marta ci spiega quali sono le spese in una scuola personalizzata 🙂

Buona lettura lascio la parola a Marta

I divertimenti estivi scorrono tranquilli e quasi non ci rendiamo conto che manca già poco più di un mese per il NON RIENTRO a scuola.

Proprio così, perché noi homeschoolers non frequentiamo le aule scolastiche ma ci prendiamo carico personalmente dell’educazione dei nostri figli, con i tempi e i metodi che riteniamo più adatti.

In un altro articolo ho spiegato cosa sia l’educazione parentale, tuttavia molti genitori sono restii ad intraprendere questa strada perché ritengono che i costi siano eccessivi.

Oggi sfatiamo questo mito.

E’ necessario premettere che per homeschooling si intende educazione in famiglia, sebbene dal punto di vista burocratico, alla voce educazione parentale rientrano anche gli asili nel bosco, le scuole libertarie e le scuolette parentali.

Noi parliamo di educazione all’interno delle mura domestiche, anche se di mura ne vediamo ben poche: la nostra classe è il mondo, la natura.

Garantiamo un’estrema flessibilità nell’apprendimento, permettendo ai bambini di conoscere il mondo reale ed essere parte di esso, ricevendo un’istruzione superiore che è in sintonia specificamente per le proprie esigenze, la propria personalità e i propri interessi.

Il primo requisito per fare homeschooling è l’amore e la dedizione verso i propri figli, dando valore al tempo che trascorriamo con loro.

Se vogliamo parlare invece di valore economico, l’educazione parentale può costare pochissimo o molto, a seconda delle scelte che si fanno ma ricordate che si può dare ai propri figli un’educazione di qualità a prescindere dalla disponibilità economica della famiglia.

La nostra scuola è a costo zero perché utilizziamo materiali di riciclo, strumenti che troviamo in casa e ricorriamo alla biblioteca, evitando così di comprare una montagna di libri.

Il Comune garantisce i testi scolastici gratuiti per la scuola primaria.

Non abbiamo spese di trasporto, di mensa, di grembiuli, zaini, astucci, diari all’ultima moda ecc ecc..

Internet fornisce un’infinità di strumenti didattici: possiamo scegliere i documentari che ci soddisfano maggiormente, troviamo giochi in lingua straniera, siti divertenti per imparare le scienze, la storia e tutto quello chi più interessa ai nostri bambini.

Fare homeschooling è un’esperienza unica anche per i genitori. Nel corso di questi anni abbiamo imparato talmente tante cose che non avremmo nemmeno immaginato se non avessimo intrapreso questa strada.

Nessuno è infallibile, quindi ogni dubbio o cosa a noi sconosciuta è un’occasione fantastica per fare delle ricerche insieme ai propri figli e condividere delle esperienze irripetibili.

Non sono necessarie gite lontanissime o attività particolarmente impegnative per rendere felici i nostri piccoli.

Tutto ciò che serve sono attenzione e amore per se stessi, per il prossimo e per tutto ciò che ci circonda.

In ogni città italiana ormai si sono formati dei gruppi di famiglie che praticano homeschooling.

Organizziamo ritrovi periodici, visite al museo (con sconti per comitive), gite in siti archeologici ed escursioni naturalistiche.

Se vi trovate vicino a Padova, vi invitiamo a partecipare alla festa di non ritorno a scuola sabato 24 settembre.

Si terranno giochi, laboratori didattici a tema “Energie rinnovabili”, caccia al tesoro e tanto divertimento.

Tutte le informazioni alla pagina facebook Homeschooling Padova e provincia.

Leggere questo articolo mi emoziona.

Mi emoziona perché si percepisce l’amore verso i figli, la volontà di dare una qualità all’educazione.

Oggi abbiamo una grande responsabilità verso i nostri figli, non possiamo permettere che la scuola pubblica li renda infelici, annoiati e competitivi.

Non sprechiamo l’occasione di fare qualcosa di prezioso per i più piccoli.

Non abbiate paura 🙂

Un abbraccio

Per approfondire: clicca sul link: dislessia: quale scuola? manuale per genitori

Benny Fera

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Risultati Test DSA adulti

Ho proposto un questionario on line per la valutazione del disturbo di apprendimento degli adulti. ( fonte )

Il test si compone di 20 domande

Se rispondi positivamente ad almeno 5 domande si può parlare di difficoltà di apprendimento.

Se rispondi positivamente a più di 10 domande si può parlare di disturbo di apprendimento.

Hanno compilato il test un totale di 174 adulti

di questi 174, 121 presentano una difficoltà/disturbo di apprendimento.

DSA tot
DSA (Disturbo Specifico di Apprendimento)

Ho voluto suddividere le persone con disturbo specifico di apprendimento in:

  • Livello medio: che hanno risposto positivamente da 5 a 10 domande
  • Livello grave: che hanno risposto positivamente da 10 a 20 domande

DSA tot

I risultati di una percentuale cosi alta di DSA sorprende non poco.

Tuttavia consideriamo che la maggior parte delle persone che hanno compilato il test, avevano già un pregresso sospetto di una difficoltà di apprendimento.

Quindi possiamo considerare il campione come non indicativo della popolazione.

L’unico dato che può essere significativo è quello riguardante il secondo grafico.

Cioè su un campione di persone con disturbo di apprendimento ne risulta una maggiore percentuale con un livello grave.

Beh, niente paura, il disturbo di apprendimento non è altro che un pensiero visuo-spaziale mal compensato, come spiego meglio in questo video

Se ti interessa approfondire ti lascio una serie di video sulla dislessia.

A presto

Benny 😉

La tua passione più grande

Ho riflettuto molto sullo spazio che hanno i bambini oggi nella società.

In realtà sono poco ascoltati.

Mi riferisco alla scuola che continua a sostenere un modello nozionistico creato dall’adulto.

Mi sembra un paradosso che a scuola, luogo frequentato principalmente da minori, si possa proporre un modello organizzato a misura di adulto.

Con lezioni frontali, ripetizione di nozioni, competizione, lettura, scrittura e calcolo.

Mi sembra quasi scontato dire che il mondo del bambino si basa principalmente sulla curiosità, sulla scoperta e sul gioco, elementi principali nell’apprendimento del fanciullo, ma totalmente estranei alla scuola.

Quando arriverà il momento in cui chiederemo ai bambini: “come dovrebbe essere la tua scuola ideale? cosa vorresti fare a scuola? quali sono le tue passioni?

Io non ho perso tempo ed ho fatto una domanda ai bambini attraverso facebook:

qual’è la tua passione più grande?

Sono riuscito a raccogliere le risposte di 15 bambini

ecco le risposte:

Disegnare

Armi

Video game

Fare il soldato

Musica rap

Marinaio

Addestrare le orche

Bici

Calcio

Arti marziali

Hip Hop

Canto

Pittura

Basket

Auto

Pesca

A parte il disegno, tutto il resto è completamente estraneo alla scuola.

due bambini hanno risposto anche “non so“.

Lascio a voi una libera riflessione in merito all’argomento

A presto

Benny

Mamma Bettina: Messaggio dal Cuore

Vorrei farvi leggere questo racconto di Mamma Bettina che tocca il cuore

L’impegno di un genitore che va oltre le apparenze e i luoghi comuni,

Bettina è un esempio di mamma che ha cambiato il volto della Dislessia, almeno per i suoi figli.

Buona lettura

Alle 15.00 oggi porto i miei ragazzi in piscina, li lascio da soli con tutte le raccomandazioni del caso, giro con l’auto e torno verso la collina. Mi squillano:-Mamma c’è un problema!
-Quale?
-G. che doveva venire qui in piscina con noi non viene, ha appena telefonato. La sua mamma è appena tornata a casa stanca morta dal lavoro, ora dorme e gli ha detto che lui in piscina non ci può andare perché:
-1 è stanca per accompagnarlo fin lì;
-2 ha soldi interi (100 euro) e il biglietto pomeridiano costa 4 euro, lui non può tenersi in tasca tutto il resto… se glielo rubano?
-Beh, fate senza G. allora… pazienza!
-Mamma, G. è triste e noi lo volevamo qui con noi.
Sapete come è andata a finire?
Mi passano sul cell. Il numero di G. e io lo chiamo. Parlo con lui, mi ribadisce la stessa cosa. Gli dico di andare a svegliare sua madre, di dirle che io sto andando a prenderlo e che pagherò io il biglietto, che intanto lui si prepari e scenda in strada ad attendermi. –Non posso svegliarla, dice lui…. –Sì che puoi, dille che è colpa mia.
Così… torno indietro di 7 km, lui parla con la madre e mi attende. Lo accompagno fino in piscina, all’ingresso e ad aspettarlo ci sono i suoi amici, i miei due ragazzi, che lo accolgono col sorriso sulla bocca.
-Grazie mamma!
-Ora vado però… e vedete di non rompere da questo momento fino al rientro. Ci sorridiamo.
Come quella volta…
Cosa c’entra questo pubblicato qui in un gruppo sulla dislessia?
C’entra invece. Io oggi sono tornata indietro sotto il sole bollente, come ho fatto anni fa. Quella volta che mi dissero che C era dislessica e I. era Bes. Tornai indietro a rileggere con la memoria tutte le volte che mi avevano detto:
-leggo e non capisco;
-scrivo a scuola e sudo dentro;
Un giorno C. mi chiese espressamente: -Mamma ma io ho problemi seri?
Risi e dissi di no. Risposi che lei aveva un pensiero talmente veloce da conoscere le soluzioni ai problemi immaginando; che la dislessia era una capacità che io non possedevo.
-ma sei sicura mamma? Perché tutti mi dicono che ho problemi e mi trattano come una deficiente.
-Tutti chi? Io non lo penso, tuo padre nemmeno e I. ti adora.
-Ma gli altri sì però…
-Dì loro che non sanno cosa si perdono a essere dislessici. Che si divertano pure a imparare a memoria le poesie e le tabelline, una mente dislessica ha altro a cui deve lavorare.
Anche quella volta i miei ragazzi, mi sorrisero.
Di uno di quei sorrisi che ti invadono e che ti fanno capire che sei sulla strada giusta.
Quella che hai trovato tornando indietro.
(BB)

….

Benny e Bettina

 

 

La DisCucinìa

Avete mai sentito parlare di Disturbo Specifico della Cottura ?
Vi voglio raccontare di un incontro con una ragazza Discucinica
guarda il video

Meglio l’ironia che la Dislessia 🙂

Ovviamente la Discucinia non esiste, questo è un racconto frutto della mia fantasia.

L’ho fatto perché si capisse che anche se uno è dislessico e quindi non sa leggere bene, vivrà bene lo stesso, non è necessario sottoporlo a diagnosi e cure, in quanto non stiamo parlando di una malattia.

Diagnosi, trattamento, metodi compensativi e dispensativi fanno comodo ad una scuola pubblica limitata ad un apprendimento di tipo esclusivamente nozionistico.

Insomma se veramente la discucinia esistesse come disturbo specifico della cottura, non ci sarebbe bisogno di una diagnosi in un mondo dove ognuno è libero di scegliere come nutrirsi.

Passo e chiudo

Benny 😉

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